• Susana de Sousa Tavares

IL RESPIRO DI FUOCO

Il respiro di fuoco è una respirazione addominale rapida e vigorosa, generalmente fatta dal naso (in alcuni casi, solo quando è specificato, può essere fatta anche dalla bocca).


La focalizzazione del respiro è sull’espiro: ogni volta che si espira rapidamente dal naso, si spinge la zona diaframmatica (ovvero la zona dall’ombelico in su) indietro e in alto verso la colonna facendo fuoriuscire l’aria dai polmoni. L’inspiro successivo arriva rilassando semplicemente la zona appena contratta – di riflesso la pancia va in fuori, senza forzare il movimento.


Non c’è pausa tra l’espiro e l’inspiro, il ritmo è veloce con circa 2 o 3 respiri al secondo e la durata dell’espiro è uguale a quella dell’inspiro.


Quando si inizia a praticare è consigliabile tenere un ritmo più lento, in modo da sentire bene il giusto movimento diaframmatico.


Per alcune persone è facile iniziarne la pratica, altre possono avvertire iniziali capogiri o vertigini: in questo caso si può semplicemente fare una pausa respirando normalmente, per poi riprovare.


EFFETTI


Il potente movimento a pompa che si crea nell’ombelico provoca una forte concentrazione del prana in questa zona, favorendo una forte ricarica energetica. L’attivazione dell’elemento fuoco mette in moto un processo di purificazione, che “brucia” in modo generale tossine in tutto l’organismo, sia fisico, energetico che psichico.


Può accadere che la sua pratica generi un senso di nausea e di vertigine, tutti segnali che si sono messe in moto tossine che il sistema sta cercando di eliminare. Se questo accade, è bene, per favorire il processo di pulizia che si è attivato, bere molta acqua e mangiare in modo leggero e vegetariano o vegano.


BENEFICI


- Elimina tossine e scorie dai polmoni, vasi sanguigni, cellule e mucose.


- Stimula il sistema endocrino.


- Risveglia e riattiva il diaframma, aumentando la capacità polmonare e la forza vitale pranica.


- Rinforza il sistema nervoso, incrementando la resistenza allo stress.


- Equilibra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.


- Rinforza il punto dell’ombelico e tutti gli organi digestivi.


- Aumenta la resistenza fisica.


- Potenzia la trasmissione di ossigeno al cervello, con l’aumento di uno stato mentale focalizzato, neutrale e intelligente.


- Riduce gli impulsi verso le dipendenze da fumo, droghe, alcool.



COME SI PRATICA


Normalmente si utilizza questa tecnica di respirazione all’interno di una sequenza o di una meditazione, ma lo si può comunque praticare singolarmente, sedendosi in una delle varie posizioni meditative, per esempio Sukhasana o posizione facile, Padmasana o la posizione del loto, Vajrasana o la posizione della roccia, ma anche su una sedia o stesi a terra.


È importante tenere la colonna ben diritta e una leggera chiusura di Jalandhara bandha (mento tirato in dentro, vertebre tutte ben allineate). Le mani possono essere sulle ginocchia in Gyan mudra o in grembo con i palmi verso l’alto. Il torace rimane rilassato e leggermente alzato per tutto il ciclo del respiro.


È bene iniziare la pratica del respiro di fuoco con calma e darsi il tempo di rafforzare e allenare i muscoli della parete addominale e attorno all’ombelico, che spesso non abbiamo l’abitudine di usare.


Combinazione di base (si puo' ripetere):

- Chiudere gli occhi di 9/10, girando gli occhi in su, verso il chakra dell'intuizione, fra le sopraciglie.

- Se si sente difficoltà a produrre il movimento, cercare di praticarlo per un paio di minuti senza abbinarlo al respiro.

- Per iniziare, praticare il respiro di fuoco da 1 a 3 minuti.

- Per chiudere, inspirare profondamente dal naso, tenere l’aria dentro per 10 secondi, espirare sempre dal naso e rilassare.

- Rimanere nella posizione e portare le mani in Gyan Mudra sulle ginocchia, con le braccia stese e i palmi in avanti. Osservare il flusso spontaneo del respiro per qualche minuto.

Inspirare profondamente, espirare.

- Ripetere il ciclo se si vuole.

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